TAJANI: «L’ITALIA IN PRIMA LINEA A GAZA SUL FRONTE UMANITARIO»

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 21/03/2024

«Stiamo reintensificando il nostro impegno, concentrandoci soprattutto sul fronte della sicurezza alimentare»

L’Italia resta impegnata in prima linea sul fronte umanitario nella Striscia di Gaza. È quanto ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time di ieri alla Camera dei deputati. La posizione dell’Italia, ha detto il titolare della Farnesina, «è apprezzata da tutti i partner internazionali, e anche dalla stessa Autorità nazionale palestinese. Tutto ciò è emerso anche nella recente missione che ho chiesto di effettuare al direttore per gli Affari politici, ambasciatore Pasquale Ferrara, in Cisgiordania e Israele».

L’IMPEGNO SUL CIBO

Secondo il ministro, l’attuale situazione nella Striscia di Gaza, dove le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno avviato l’operazione militare a seguito dell’attacco del movimento islamista palestinese Hamas contro lo Stato ebraico del 7 ottobre 2023, «assume contorni di catastrofe umanitaria. L’Italia è sempre stata in prima linea per portare aiuto alla popolazione civile: ne sono testimonianza i voli umanitari con 16 tonnellate di beni, i molti palestinesi curati sulla nave Vulcano e le decine di bambini accolti nei nostri migliori ospedali pediatrici». Dal 7 ottobre scorso, ha ricordato Tajani, «l’Italia ha stanziato 20 milioni di euro per bisogni umanitari urgenti e attività di sminamento nella Striscia di Gaza, fondi che includono anche un contributo per la nostra organizzazione della società civile di due milioni di euro da impiegare in nuovi progetti in Cisgiordania e Gerusalemme est». Secondo il ministro degli Esteri, quella della sicurezza alimentare «è l’esigenza più immediata nella Striscia di Gaza. Stiamo reintensificando il nostro impegno, concentrandoci soprattutto sulla sicurezza alimentare. L’ingresso di cibo è stato assolutamente insufficiente e a questo si aggiunge una difficoltà di distribuzione all’interno della Striscia. Riteniamo di poter dare un valore aggiunto per due motivi: la straordinaria esperienza italiana nel settore e la presenza a Roma del polo alimentare dell’Onu». «L’11 marzo è stata lanciata alla Farnesina l’iniziativa “Food for Gaza” con i vertici di Fao, Pam, Croce rossa e Mezzaluna rossa internazionale, Protezione civile e Croce rossa italiana. Abbiamo raccolto un grande interesse a lavorare insieme. L’indicazione principale è di rafforzare gli accessi degli aiuti umanitari a Gaza via terra, ma anche della disponibilità a collaborare per portare aiuti via mare» ha aggiunto il titolare della Farnesina, precisando la volontà di puntare a utilizzare il corridoio umanitario marittimo a Cipro.

LA DE-ESCALATION

«L’iniziativa “Food for Gaza” – ha detto Tajani – vuole essere un impegno collettivo di tutto il Paese. Intendiamo coinvolgere società civile, università, ospedali, enti locali e imprese per affrontare l’emergenza a Gaza, ma anche in prospettiva della ricostruzione della Striscia. Oggi è in gioco la sopravvivenza di molti, domani occorrerà dare un futuro a Gaza e ricostruirne il tessuto sociale. L’Italia c’è». In merito alla situazione relativa ai combattimenti in corso nella Striscia di Gaza, il ministro è tornato a evidenziare la necessità di un «immediato cessate il fuoco per consentire un maggiore e più ordinato afflusso di aiuti, in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite». «In occasione del primo G7 convocato a Monaco è stato elaborato un documento per chiedere una immediata sospensione dei combattimenti per consentire gli aiuti alla popolazione civile – ha ricordato Tajani – Questa è parte di una intensa attività diplomatica finalizzata a favorire la de-esclation del conflitto e la ripresa del dialogo politico tra le parti verso la soluzione dei due Stati. Ne ho parlato nei giorni scorsi sia con il ministro israeliano (Israel) Katz che con il palestinese (Riyad al) Maliki. L’Italia continua a sostenere la mediazione americana e dei partner arabi moderati».

I FONDI INTERNAZIONALI

Spazio anche alla questione legata ai fondi della comunità internazionale per l’Agenzia dell’Onu per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (Unrwa). «Abbiamo deciso di confermare la sospensione dei finanziamenti all’Unrwa» ha detto Tajani, sottolineando la «gravità delle accuse nei confronti di alcuni dipendenti dell’Unrwa di fornire supporto operativo ai terroristi di Hamas. L’inchiesta condotta dall’ex ministra francese Catherine Colonna si concluderà a fine aprile. Le indagini sono quindi ancora in corso e ne attendiamo l’esito. Il governo continuerà a fornire ogni possibile sostegno al popolo di Gaza attraverso altri canali: non c’è solo l’Unrwa a operare in Palestina, e a questo serve l’iniziativa Food for Gaza». Le parole di Tajani confermano quanto detto ieri mattina anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nelle repliche delle comunicazioni alla Camera dei deputati sul Consiglio europeo del 21 e 22 marzo ha affermato di non essere d’accordo con il ripristino dei fondi all’Unrwa. «Finché non sarà fatta piena luce su come sono state utilizzate queste risorse, non è il caso di riprendere l’erogazione dei fondi», ha detto la premier.

L’ATTUAZIONE DEL PIANO MATTEI

Durante il question time alla Camera dei deputati, il ministro Tajani ha parlato anche del partenariato strategico tra Italia ed Egitto nell’ottica dell’attuazione del Piano Mattei. «La visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dello scorso 17 marzo, ha sancito un salto di qualità nelle relazioni con l’Egitto – ha osservato Tajani – L’aver riportato il Nord Africa al centro dell’agenda politica di Bruxelles è un risultato del nostro governo». Secondo il titolare della Farnesina, l’Egitto figura tra i Paesi più esposti alle crisi di Gaza e del Mar Rosso ed è quindi «essenziale aiutarlo a mitigarne l’impatto sostenendo crescita e occupazione», due elementi che Tajani ha definito «gli antidoti più efficaci contro le migrazioni irregolari». A questo riguardo, il capo della diplomazia italiana ha sottolineato che l’obiettivo è quello di «mobilitare le risorse della comunità internazionale per lo sviluppo del continente africano e lanciare un’alleanza globale contro i trafficanti di esseri umani», evidenziando che «il nostro modello di cooperazione rafforzata con i Paesi del Mediterraneo allargato sta diventando un punto di riferimento per tutta l’Unione europea ». In merito al caso legato a Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso nel 2016 in Egitto, il ministro ha assicurato che l’Esecutivo italiano «non ha interrotto né interromperà la ricerca della verità e seguirà con attenzione lo svolgimento del processo».

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