Piano Mattei per l’industria dell’auto: a Oranola prima Fiat 500 Hybrid assemblata in Algeria

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 12/12/2023

Il nuovo stabilimento Fiat consolida la cooperazione economica tra l’Algeria e l’Italia e apre la strada a nuovi progetti

Il marchio Fiat, simbolo del “Made in Italy”, apre il suo primo stabilimento a Orano e inaugura così un ponte simbolico non solo tra Italia e Algeria nel settore automobilistico, ma anche tra Europa e Africa, nel solco del Piano Mattei portato avanti dal governo Meloni. Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti tra gli altri il ministro dell’Industria algerino, Ali Aoun, il viceministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, l’ambasciatore d’Italia ad Algeri, Giovanni Pugliese, e l’amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares. “L’apertura del nuovo stabilimento Fiat in Algeria dimostra ancora una volta le ottime relazioni bilaterali tra i nostri Paesi. Ma non solo: rappresenta chiaramente la struttura delle nostre relazioni, basate su partenariati reali e reciprocamente vantaggiosi per entrambe le parti. Questo è lo spirito del ‘Piano Mattei’ che l’Italia vuole realizzare con il continente africano: un piano che vogliamo costruire insieme, basato sull’incontro dei rispettivi bisogni e interessi, con l’obiettivo di una crescita condivisa e sostenibile. L’Algeria può essere la porta, un ponte tra l’Italia, l’Europa e l’Africa. L’obiettivo è elevare il livello industriale, economico, sociale”, ha detto Valentini.

Per il governo Meloni si tratta di un’ulteriore concretizzazione del Piano Mattei volto a promuovere uno sviluppo comune con gli Stati africani. In Algeria, peraltro, al fondatore di Eni, Enrico Mattei, è largamente riconosciuto un altissimo ruolo di sostegno, amicizia e vicinanza svolto durante gli anni della guerra di liberazione nazionale (1954-1962). Infatti, Mattei ha storicamente sostenuto sia il Fronte di liberazione nazionale sia il Governo provvisorio della Repubblica algerina, al quale ha fornito un apporto significativo all’interno dei negoziati degli Accordi di Evian. Il suo nome evoca anche il numero elevato di studenti algerini, futuri quadri e dirigenti dell’industria petrolifera ed energetica, formati su sua iniziativa nelle scuole dell’Eni a San Donato Milanese.

Dopo la firma degli accordi di Eni sul gas, l’Italia dunque porta a casa un altro risultato importante in Algeria, il Paese più vasto del continente africano, con la produzione di 90 mila veicoli. Nello specifico, durante la fase iniziale di produzione, l’impianto di assemblaggio avrà una capacità di 30 mila vetture all’anno, con prospettive di aumento a 60 mila e solo successivamente a 90 mila veicoli. L’impianto prevede l’assemblaggio delle autovetture con contenuto locale iniziale del 10 per cento, e con l’intesa di passare al 30-40 per cento in tre anni. La prima Fiat 500 Hybrid assemblata nello stabilimento algerino Tafraoui (poco a sud di Orano), auto di culto del “Made in Italy”, è stata ufficialmente consegnata a una giovane donna algerina: un gesto simbolico che non solo marca l’avvio della partnership industriale comune italo-algerina, ma che posiziona Fiat in una posizione di dominanza nel mercato algerino in attesa dell’arrivo di archi marchi internazionali (in particolari quelli cinesi).

Il nuovo stabilimento Fiat “consolida la cooperazione economica tra l’Algeria e l’Italia, apre la strada ad altri progetti ad alto valore aggiunto nel Paese nordafricano e imprime un nuovo impulso al settore dell’industria automobilistica”, ha detto oggi il ministro dell’Industria Aoun. Durante il suo intervento, il ministro ha evidenziato l’impegno dello stabilimento nel raggiungere tariffe di integrazione conformi alle specifiche, beneficiando del pieno sostegno delle autorità pubbliche e locali. Con una stima di produzione iniziale di 30 mila veicoli, la fabbrica mira a incrementare questa cifra a 90 mila entro la fine del 2026. Il progetto creerà 1.200 posti di lavoro nello stesso periodo, rafforzando così il settore occupazionale. Il ministro ha sottolineato che questo progetto aprirà la strada a numerose iniziative simili, in linea con gli standard di integrazione e valore aggiunto.

A sostenere il progetto di Fiat in Algeria saranno undici aziende che si occuperanno di diverse componenti, tra cui Iris per le ruote, Severite per il vetro e il cristallo, Sarl per la plastica, Tossiali per il ferro e l’acciaio, Martor Algerie per i sedili, Sital per i cavi, Fabcom per le batterie, Htl per l’elettronica, Ouled Kheider Industry per i radiatori. L’avvio della produzione nello stabilimento Fiat segna anche l’inizio della commercializzazione di vetture a prezzi più accessibili rispetto ai modelli importati della stessa marca, come dichiarato più volte dal ministero dell’Industria algerino.

Questo si tradurrà in un ulteriore abbassamento dei prezzi delle auto sul mercato nazionale: una sorta di rivoluzione per il mercato delle auto in Algeria. La fabbrica Fiat contribuirà al mercato con decine di migliaia di nuovi veicoli, compresi nuovi modelli ancora in fase di design. Gli osservatori ritengono che questo fattore avrà un impatto significativo sulla riduzione dei prezzi dei veicoli nel Paese nordafricano, soprattutto quelli usati, che per anni hanno raggiunto livelli considerati irragionevolmente alti. Una curiosità: il terreno di 130 ettari destinato alla fabbrica situata a 40 chilometri da Orano era inizialmente destinato a produrre auto del marchio Peugeot, anch’essa parte del gruppo Stellantis dal 2021.

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