LA LIBIA LICENZIA LA MINISTRACHE HA INCONTRATO ISRAELE

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia 29/08/2023

Proteste e incidenti, Najla el Mangoush lascia il paese dopo il vertice segreto a Roma con il suo omologo Cohen

Il primo ministro del governo di unità nazionale libico (Gun), Abdulhamid Dabaiba, ha deciso di sollevare dall’incarico la ministra degli Esteri, Najla el Mangoush, dopo il suo incontro con il capo della diplomazia di Israele, Eli Cohen, avvenuto a Roma la scorsa settimana. L’annuncio, secondo quanto riferiscono i media libici, è avvenuto in occasione della visita di ieri di Dabaiba all’ambasciata palestinese a Tripoli, dove il premier libico ha auspicato che la sua decisione possa contribuire a placare la tensione, ribadendo che si è trattato di un’iniziativa individuale e non del governo. Dopo la divulgazione della noti- zia dell’incontro fra El Mangoush e Cohen, domenica scorsa, Dabaiba aveva deciso di sospendere temporaneamente la ministra dal suo incarico e avviare un’indagine. Immediatamente dopo, El Mangoush si sarebbe diretta a Istanbul, in Turchia.

VERTICE INFORMALE

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa turca “Anadolu”, la notizia del licenziamento definitivo di El Mangoush è stata confermata da fonti del ministero degli Esteri libico. Precedentemente, la diplomazia di Tripoli aveva chiarito che l’incontro tra i due ministri era sta- to “informale e non pianificato”. La notizia dell’incontro tra El Mangoush e Cohen, avvenuto a Roma la scorsa settimana, ha provocato ampie reazioni di protesta in Libia, dove dei manifestanti hanno cercato di dare alle fiamme le abitazioni del premier Dabaiba e del consigliere per la Sicurezza nazionale, Ibrahim Dabaiba, parente stretto del primo ministro. A Misurata, altri manifestanti hanno dato alle fiamme bandiere bianche e blu con la stella di Davide e magliette su cui erano state stampate le foto di El Mangoush e Cohen. Sul fronte opposto, l’annuncio di Israele ha suscitato interrogativi sulle ragioni della diffusione della notizia, oltre che pesanti critiche da parte dell’opposizione israeliana. Il capo dell’opposizione di Israele e leader del partito Yesh Atid, Yair Lapid, ha definito la diffusione della notizia dell’incontro “amatoriale, irresponsabile e una grave mancanza di giudizio”. “E’ una giornata di disgrazia nazionale e si è messa a rischio una vita umana per un titolo”, ha aggiunto Lapid. Dopo la sospensione dal suo incarico, Mangoush, infatti, avrebbe lasciato il Paese per recarsi in Turchia. “Questa mattina, i Paesi del mondo guardano alla fuga di notizie irresponsabile sull’incontro dei ministri degli Esteri di Libia e Israele e si chiedono: è questo un Paese con cui possiamo intrattenere relazioni diplomatiche? E’ un Paese di cui ti puoi fidare?”, si domanda Lapid.

ACCUSE A NETANYAHU

Le critiche arrivano anche da un altro esponente dell’opposizione israeliana, Benny Gantz. “Quando fai tutto per le pubbliche relazioni e i titoli dei giornali, senza responsabilità e lungimiranza, questo è ciò che accade nelle relazioni estere o nella sicurezza, nell’economia o nell’istruzione. Il governo Netanyahu è un governo negligente e fallito che deve porre fine ai suoi giorni”, ha affermato Gantz. Nel corso della giornata, il ministro degli Esteri israeliano ha precisato di essere “impegnato a espandere le relazioni estere di Israele. La fuga di notizie sull’incontro con il ministro degli Esteri libico non è arrivata dal ministero degli Esteri o dall’ufficio del ministro degli Esteri”, si legge in una dichiarazione.. Nella notte El Mangoush, avrebbe lasciato la Libia su un jet privato per dirigersi in Turchia, dopo che il premier di Tripoli Dabaiba l’ha sospesa, in seguito all’incontro con il capo della diplomazia di Israele, Eli Cohen, avvenuto a Roma la scorsa settimana. L’incarico di ministro degli Esteri libico è stato temporaneamente affidato a Fattehalla Elzini, finora alla guida del dicastero della Gioventù. Da parte sua, El Mangoush ha ribadito in una nota del ministero degli Esteri il “suo pieno impegno nei confronti delle questioni delle nazioni arabe e islamiche, prima fra tutte la causa palestinese”, sottolineando “la ferma e irreversibile posizione per a Gerusalemme come capitale eterna della Palestina”. Una nota del dicastero libico definisce “casuale, informale e non preparato” l’incontro avvenuto a Roma con il capo della diplomazia israeliana. Un incontro nel quale non ci sarebbero state “discussioni, accordi o consultazioni”. Anzi, la ministra libica avrebbe “affermato in modo chiaro e inequivocabile le costanti della Libia nei confronti della questione palestinese”, rinnovando il “rifiuto totale e assoluto della normalizzazione con l’entità sionista e affermando ancora una volta che la sua posizione è ferma nei confronti del popolo fraterno palestinese”.

COHEN SODDISFATTO

Da parte sua, Cohen ha definito l’incontro “storico” e un “primo passo” nella creazione di legami tra i paesi. La decisione di Dabaiba di sollevare dall’incarico El Mangoush lascia intendere che non fosse a conoscenza dell’incontro avvenuto a Roma la scorsa settimana. Tuttavia, funzionari politici hanno riferito a dei giornalisti israeliani che l’incontro fra Cohen ed El Mangoush “è stato coordinato da funzionari libici di alto livello e, contrariamente alle affermazioni dei libici, secondo cui l’incontro è stato breve e non pianificato, l’incontro è durato quasi due ore”. La diffusione della notizia dell’incontro fra El Mangoush e Cohen giunge mentre in Libia la situazione è contraddistinta da una fragile stabilità. Se da un lato, infatti, i vari organismi legislativi stanno lavorando alle leggi elettorali per consentire lo svolgi- mento delle elezioni, dall’altro gli interessi divergenti dei vari gruppi di potere fanno spesso da sostrato per lo scoppio di tensione e scontri armati. L’attuale situazione in Libia e la diffusa ostilità verso Israele da parte dei Paesi arabi e musulmani non lasciano presagire una potenziale normalizzazione delle relazioni bilaterali, malgrado l’avvio dei rapporti diplomatici tra lo Stato ebraico e alcuni Stati – Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Marocco – a partire dal 2020.

CONTATTI DA TEMPO

Il sito web d’informazione “Times of Israel” ha indicato che sebbene Israele e Libia non abbiano relazioni diplomatiche, sono stati segnalati da tempo contatti tra il figlio di Gheddafi, Saif al Islam, e funzionari israeliani. Non solo. Nel gennaio del 2022, la stampa israeliana aveva dato notizia di un in- contro all’aeroporto israeliano Ben Gurion di Tel Aviv tra funzionari dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), generale Khalifa Haftar, ed esponenti israeliani. Precedentemente, sempre i media israeliani avevano riferito di un incontro in Giordania tra il premier del governo di unità nazionale della Libia, Abdulhamid Dabaiba, e funzionari israeliani. Informazione, quest’ultima, però subito negata dall’entourage del capo dell’esecutivo libico riconosciuto dalle Na- zioni Unite. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, la normalizzazione delle relazioni tra Libia e Israele sarebbe stata discussa per la prima volta in un incontro tra Dabaiba e il direttore della Cia William Burns, che ha visitato la capitale libica a gennaio.

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