«Il ponte energetico Italia-Tunisia è strategico per i due Paesi»

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 16/02/2024

Jean-Luc Revéreault

Elmed, il “ponte energetico” tra Italia e Tunisia, è un progetto strategico per il Paese nordafricano ma anche per l’Europa, il cui costo si aggira intorno al miliardo di euro con uno stanziamento “piuttosto eccezionale da parte dell’Unione europea (Ue) di 307 milioni di euro”. Lo ha dichiarato Jean-Luc Revéreault, rappresentante regionale della Banca europea per gli investimenti (Bei), rispondendo ad una domanda di “Agenzia Nova”, durante un briefing con la stampa, questa mattina a Tunisi. “Un terzo del finanziamento arriva sotto forma di donazioni Ue.

È la prima volta che l’Ue concede un sussidio così ingente per un solo progetto con un Paese terzo, in quanto riguarda Italia e Tunisia, attraverso il programma Connecting Europe Facility ha spiegato Revéreault. Per il momento, aggiunge il responsabile dell’istituto di finanziario in Tunisia e in Algeria, la Bei ha erogato un prestito di 45 milioni di euro. “E’ una cifra non molto significativa, ma si tratta di una prima parte. Ci sarà sicuramente una seconda parte per le linee di trasmissione, per garantire che l’energia rinnovabile che sarà prodotta nel sud della Tunisia verrà esportata in Europa.

Il progetto prevede tutto uno sforzo per migliorare le linee di tensione tra il sud e il nord, il famoso corridoio energetico sul quale stiamo lavorando in collaborazione con Borde, la Banca Mondiale e Kbw. Pertanto riteniamo che saranno mobilitati ulteriori finanziamenti per la realizzazione delle linee di trasmissione”, aggiunge Revéreault. Il rappresentante regionale della Bei riferisce che “il progetto Elmed è ovviamente anche un progetto italiano, l’operatore italiano è Terna e probabilmente la Bei finanzierà il progetto anche dalla parte italiana. Abbiamo un coinvolgimento abbastanza significativo in questo progetto. Il mutuatario è la tunisina Steg, che beneficia di una garanzia dello Stato tunisino attraverso il ministero dell’Economia e della pianificazione. Si tratta di un’operazione siglata all’ultimo minuto, il 30 dicembre 2023, con Steg. Un progetto di piccola entità, ma estremamente importante e che deve ora incoraggiare la Tunisia a produrre energia verde perché il cavo deve davvero essere utilizzato per esportare elettricità.

All’inizio il cavo verrà usato per importare elettricità dall’Europa e ciò consentirà a Steg di acquistare elettricità a un prezzo inferiore rispetto al costo di produzione locale. Un modo semplice per diversificare le fonti di approvvigionamento”. Revéreault afferma inoltre che l’investimento sarà davvero utile alla Tunisia nel momento in cui il Paese potrà esportare elettricità. Ma ad un una condizione. “Se l’elettricità sarà basata sul carbonio, ci sarà un meccanismo di carbon tax alle frontiere: se esportiamo elettricità da prodotti a base di gas rischiamo di essere sanzionati. Sarà quindi importante riuscire a produrre elettricità verde per poterla esportare esentasse”, avverte l’esperto. Sullo stato di avanzamento del progetto, il rappresentante della Bei indica che “l’accordo di sovvenzione è stato firmato a novembre, mentre di recente sono stati approvati i finanziamenti da parte di Bei, KfW e Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), quindi il finanziamento del progetto è ora completo.

La Banca Mondiale aveva già firmato poco prima, nel 2023, consentendo così a Steg e Terna di lanciare le gare d’appalto per selezionare la società che installerà il cavo. Le gare d’appalto sono ora in corso: probabilmente nel 2024 verrà selezionato l’operatore che poserà il cavo e lo renderà operativo”. “Quindi il progetto procede abbastanza velocemente – ribadisce Revéreault – perché tecnicamente non è molto complicato. Ora stiamo facendo studi ambientali per le linee di trasmissione del progetto tunisino. È un progetto che risale al 2009, anche prima. Direi che è stato attualizzato all’ordine del giorno. All’inizio avevamo più ambizioni, ossia aumentare la produzione a 900 megawatt, rispetto agli attuali 600 megawatt”.

Dal punto di vista legislativo, secondo il rappresentante della Bei, non c’è alcun ostacolo e le erogazioni successive da parte della Bei avranno luogo “man mano che il progetto procede. Abbiamo firmato l’accordo che permette al gestore di dire che il finanziamento è pronto, ma ovviamente l’erogazione è soggetta a diverse condizioni, in particolare allo stato di avanzamento dell’opera. Quindi il rischio che il progetto non venga realizzato è molto basso. E’ capitato, in passato, con uno o due casi, quando il progetto non viene portato a termine, a quel punto, cancelliamo le rate non pagate e ci fermiamo dove siamo arrivati. Ma sono abbastanza fiducioso che le cose ora procederanno bene. Terna ha molta esperienza in questo tipo di progetti ed è molto rassicurante vedere che le cose vanno bene tra Steg e Terna”.

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