GAZA: OLTRE 100 MORTI DURANTE LA CONSEGNA DEGLI AIUTI

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 02/03/2024

I fatti rischiano di far deragliare i faticosi negoziati in corso tra Israele e il movimento islamista Hamas, con la mediazione di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi

Il giorno dopo i fatti avvenuti nel nord della Striscia di Gaza, dove oltre 100 palestinesi sono morti mentre erano in fila per ricevere gli aiuti umanitari, non è ancora chiaro come siano andate le cose. Da un lato le autorità palestinesi accusano i militari israeliani di aver ucciso 112 persone e averne ferite oltre 800 con colpi di arma da fuoco. Dall’altro, le Forze di difesa israeliane (Idf) ammettono di aver sparato colpi d’avvertimento per disperdere la folla mentre venivano consegnati gli aiuti, ma che la gran parte delle vittime è stata travolta dai camion. I fatti che rischiano di far deragliare i faticosi negoziati in corso tra Israele e il movimento islamista Hamas, con la mediazione di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, segnano uno spartiacque nel conflitto in corso dal 7 ottobre scorso, quando il movimento islamista palestinese Hamas ha compiuto un attacco terroristico in Israele, che ha avviato un’operazione militare a Gaza.

La morte di oltre 100 palestinesi è avvenuta in una zona dove, secondo quanto riferisce il quotidiano israeliano “Haaretz”, vivono circa 250 mila persone ed è una delle poche aree dove gli aiuti umanitari riescono ad arrivare. Tuttavia, “a differenza del sud della Striscia di Gaza, nel nord il controllo di Hamas è scarso e il caos dilaga. C’è qualcosa di paradossale: nelle zone dove Hamas ha il controllo, la distribuzione degli aiuti è più ordinata, ma il movimento saccheggia anche le forniture e Israele (con il sostegno degli Stati Uniti) non vuole che Hamas sopravviva nel governo. Ma senza organizzazione il caos è solo maggiore”, evidenzia il quotidiano di sinistra. Secondo “Haaretz”, adesso “il pericolo adesso è ancora più grande” perché “il caos e la disperazione a Gaza stanno aumentando, il mese del Ramadan – il mese sacro per i musulmani che inizierà il 10 marzo – si avvicina e gli orrori di giovedì rischiano di infiammare l’atmosfera anche in altri teatri, come la Cisgiordania.

L’impatto degli eventi potrebbe estendersi ulteriormente, ai paesi musulmani e arabi, che già accusano Israele di massacrare civili”. Lo Stato ebraico “ha sconfitto militarmente Hamas in gran parte della Striscia di Gaza e ha gravemente compromesso le capacità operative e organizzative dell’organizzazione; ma Israele non ha veramente il controllo della situazione caotica che il suo attacco ha fomentato – prosegue l’analisi – L’esercito non dispone di forze sufficienti per controllare l’attività civile in tutte le parti della Striscia, e ogni caso di attrito prolungato con la popolazione rischia di provocare ulteriori tragedie”. I fatti di giovedì sono avvenuti nel pieno degli sforzi degli Stati Uniti per attuare un nuovo accordo sulla liberazione degli ostaggi, la cui prima fase sarebbe accompagnata da un cessate il fuoco di sei settimane. “È possibile che Washington sfrutti il disastro per aumentare la pressione su Israele affinché limiti la sua attività militare e accetti una rapida soluzione.

Ma c’è un altro attore in questo campo – Hamas – che non avrà difficoltà a percepire che un raro vantaggio è arrivato sul tavolo delle trattative. Nello scenario più pessimistico dal punto di vista di Israele, potrebbe far fronte ad una richiesta internazionale globale e più determinata per un cessate il fuoco senza che sia stata raggiunta una soluzione, anche parziale, per i suoi ostaggi”, conclude il quotidiano. Il movimento islamista palestinese Hamas ha minacciato di sospendere i negoziati per il rilascio degli ostaggi e del cessate il fuoco nel caso in cui si ripeta “il massacro alla rotatoria Al Nabulsi”, nella Striscia di Gaza, secondo fonti citate dall’emittente panaraba di proprietà saudita “Al Arabiya”. Per le fonti, Hamas invierà ai mediatori la bozza finale del cessate il fuoco nell’enclave palestinese la prossima settimana. “Hamas ha detto ai mediatori che nel caso si ripetesse l’incidente degli aiuti, i negoziati saranno sospesi”, hanno detto le fonti.

La versione ufficiale dei fatti avvenuti ieri è giunta dopo oltre 12 ore. Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari, ha dichiarato che i militari “non hanno sparato” contro le persone che cercavano di ricevere gli aiuti “né dall’alto né da terra”. L’ufficiale ha spiegato che ieri mattina erano entrati 38 camion carichi di aiuti nell’enclave, dove “hanno incontrato una folla palestinese che ha cercato di saccheggiare i rifornimenti”. Secondo Hagari, decine di residenti sono state uccise nella calca e dallo speronamento involontario dei camion che cercavano di fuggire. “Mentre queste forniture umanitarie vitali si facevano strada verso gli abitanti di Gaza, migliaia di persone si sono precipitate sui camion, alcuni hanno iniziato a spingere e calpestare violente mente altri fino alla morte, saccheggiando le forniture umanitarie”, ha affermato il portavoce. Hagari ha spiegato che “i carri armati erano lì per proteggere il corridoio umanitario per il convoglio di aiuti. I nostri droni erano presenti per fornire alle nostre forze un’immagine chiara dall’alto. Alle 04:45 del mattino, una folla ha teso un’imboscata ai camion degli aiuti, fermando il convoglio”.

Infine, il portavoce ha mostrato un video con le immagini dei carri armati dai quali i soldati hanno cercato di disperdere la folla con colpi di avvertimento. Intanto, è salito a 30.228 morti e 71.377 feriti il bilancio delle vittime dall’inizio delle operazioni delle Forze di difesa israeliane (Idf) nella Striscia di Gaza il 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco del movimento islamista palestinese Hamas in Israele. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas. Questi dati non possono essere verificati in maniera indipendente e includono sia vittime civili che membri di Hamas. Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, nelle operazioni lanciate a Gaza sono stati uccisi 12.000 miliziani. Per alleviare le condizioni umanitarie, la Commissione europea ha deciso di stanziare altri 68 milioni di euro per sostenere la popolazione palestinese in tutta la regione, tramite il sostegno di partner internazionali come la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa. È quanto si legge in una nota rilasciata dall’esecutivo Ue.

La cifra, specifica Bruxelles, si aggiunge agli 82 milioni di euro di aiuti previsti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel vicino oriente (Unrwa) nel 2024, portando il totale a 150 milioni di euro. “La prossima settimana la Commissione procederà al pagamento di 50 milioni della dotazione dell’Unrwa”, si legge nella nota. Inoltre, “la Commissione ha stanziato 125 milioni di euro di aiuti umanitari per i palestinesi per il 2024 e sta appaltando oggi i primi 16 milioni di euro”, prosegue il comunicato. Come indicato il 29 gennaio, si legge nel testo, la Commissione “ha valutato la sua decisione di finanziamento per l’Unrwa alla luce delle gravissime accuse fatte il 24 gennaio che coinvolgono diversi membri del personale negli efferati attacchi del 7 ottobre”, e “ha tenuto conto delle azioni intraprese dalle Nazioni Unite e degli impegni richiesti all’Unrwa”.

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