Israele sul banco degli imputati «Sudafrica avvocato di Hamas»

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 12/01/2023

Prima giornata dell’udienza della Corte internazionale di giustizia dell’Aia volta a esaminare i presunti crimini di guerra commessi dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nella Striscia di Gaza

La prima giornata dell’udienza della Corte internazionale di giustizia (Cig) dell’Aia volta a esaminare i presunti crimini di guerra commessi dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nella Striscia di Gaza, dove è in corso un’operazione militare contro il movimento islamista palestinese Hamas, responsabile dell’attacco del 7 ottobre scorso contro lo Stato ebraico, si è conclusa con la presentazione da parte di Pretoria delle motivazioni per cui ha presentato la denuncia per “genocidio del popolo palestinese” il 29 dicembre scorso. Il ministro della Giustizia del Sudafrica, Ronald Lamola, ha affermato che nessun attacco, anche se grave, può giustificare questa violenza. Un avvocato del Sudafrica ha poi illustrato le correlazioni tra le dichiarazioni rilasciate dalla leadership israeliana dopo l’attacco e una “retorica genocida”.

La posizione di Israele sarà espressa oggi ma già oggi il portavoce della diplomazia israeliana, Lior Haiat, ha accusato il Sudafrica di essere l’avvocato di Hamas. I giudici si sono riuniti ieri per circa tre ore e mezza e poi oggi dopo la denuncia di Pretoria che ha chiesto alla Corte internazionale di giustizia di ordinare a Israele “di cessare le uccisioni e i gravi danni fisici e mentali ai palestinesi di Gaza, di porre fine alle condizioni di vita volte deliberatamente alla loro distruzione fisica come gruppo e di consentire l’accesso agli aiuti umanitari”. Se adottate dalla Cig, le misure provvisorie richieste dal Sudafrica per fermare le ostilità saranno legalmente vincolanti. La denuncia si basa sulla Convenzione sul genocidio del 1948. Dall’inizio dell’operazione militare israeliana a Gaza sono morte oltre 23 mila persone, secondo le autorità di Hamas.

Tuttavia il numero non specifica quanti siano i combattenti dei gruppi armati presenti a Gaza rimasti uccisi, né chiarisce le vittime del fuoco amico. “Nessun attacco, anche se grave, può giustificare questa violenza”, ha detto il ministro della Giustizia del Sudafrica, Ronald Lamola, durante la sessione d’apertura presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) all’Aia. “Il Sudafrica ha condannato unilateralmente il fatto che Hamas abbia preso di mira civili e rapito delle persone il 7 ottobre 2023”, ha dichiarato il ministro. Tuttavia, “nessun attacco, per quanto grave, può giustificare una violazione della convenzione (contro il genocidio), sia sul piano della legge che della moralità”, ha aggiunto. Nel suo intervento, Lamola ha evidenziato che “la violenza e la distruzione in Palestina non sono iniziate il 7 ottobre, ma 76 anni fa”, ovvero dal 1948, anno di fondazione dello Stato di Israele. Inoltre, “Gaza è tuttora considerata sotto occupazione dal diritto internazionale”, ha aggiunto, evidenziando che “Israele ha superato ogni limite”.

Nel corso della sessione, l’avvocato del Sudafrica Adila Assim ha affermato che Israele sta commettendo atti di genocidio nel corso dell’operazione a Gaza. “Il Sudafrica sostiene che Israele abbia trasgredito l’articolo 2 della Convenzione, con azioni che mostrano un modello sistematico di condotta da cui si può dedurre che si tratta di genocidio”, ha affermato. I “palestinesi a Gaza vengono uccisi dalle armi e dalle bombe israeliane provenienti dall’aria, dalla terra e dal mare. Sono anche a rischio immediato di morte per fame e malattie, a causa della distruzione delle città palestinesi, degli aiuti limitati consentiti e dell’impossibilità di distribuire aiuti mentre cadono le bombe.

Questo rende la vita impossibile”, ha affermato Hassim. Le violenze rivolte ai civili palestinesi nella Striscia di Gaza sono il risultato della “retorica genocida” di leader politici, comandanti militari e persone che ricoprono posizioni di rilievo in Israele, che si “è riflessa nelle azioni delle Forze di difesa israeliane” (Idf) sul campo di guerra, ha affermato l’av vocato e rappresentante del Sudafrica, Tembeka Ngcukaitobi. Per evidenziare la “retorica genocida” israeliana, l’avvocato ha citato il discorso del primo ministro d’Israele, Benjamin Netanyahu, del 28 ottobre scorso, rivolto alle Idf prima del lancio dell’operazione di terra a Gaza, durante il quale aveva affermato: “Ricordate cosa vi ha fatto Amalek”.

Con questa frase, “Netanyahu si riferiva a un comando biblico”, in cui Dio avrebbe ordinato a Saul (primo re di Israele) “la distruzione di un intero gruppo di persone conosciute come Amalechiti (considerati i discendenti di Amalek)”, ha dichiarato Ngcukaitobi all’Aia, aggiungendo che in questo modo il premier israeliano avrebbe paragonato la distruzione degli amalechiti a quella dei palestinesi. L’avvocato ha citato anche i commenti del ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, che il 9 ottobre aveva descritto i palestinesi come “mostri”. Durante la sessione, sono stati mostrati alcuni video di militari delle Idf che ballano e cantano a Gaza, mentre affermano che starebbero adempiendo all’ordine di Dio di “distruggere Amalek”, intonando: “Non ci sono innocenti a Gaza”.

Il “Sudafrica, che funge da braccio politico dell’organizzazione terroristica Hamas, ha completamente distorto la realtà a Gaza in seguito al massacro del 7 ottobre e ha completamente ignorato il fatto che i terroristi di Hamas si sono infiltrati in Israele, hanno ucciso, giustiziato, massacrato, violentato e rapito cittadini israeliani, semplicemente perché erano israeliani, nel tentativo di compiere un genocidio”, ha scritto X (ex Twitter), Lior Haiat, portavoce del ministero degli Esteri israeliano, in concomitanza con la prima giornatadell’udienza presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) dell’Aia volta a esaminare i presunti crimini di guerra commessi dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nellaStriscia di Gaza, dove è in corso un’operazione militare contro il movimento islamista palestinese Hamas, responsabile dell’attacco del 7 ottobre scorso contro lo Stato ebraico.

“Oggi siamo stati testimoni di uno dei più grandi spettacoli di ipocrisia della storia, aggravato da una serie di affermazioni false e infondate”. Il Sudafrica “cerca di consentire ad Hamas di tornare a commettere i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e i crimini sessuali commessi ripetutamente il 7 ottobre, come hanno affermato i suoi leader”, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano. “I rappresentanti di Hamas in tribunale, gli avvocati sudafricani, ignorano anche il fatto che Hamas utilizza la popolazione civile di Gaza come scudi umani e opera dall’interno di ospedali, scuole, rifugi delle Nazioni Unite, moschee e chiese con l’intento di mettere in pericolo la vita degli abitanti della Striscia di Gaza. 136 ostaggi sono tenuti prigionieri da Hamas, a cui è negato l’accesso ai rappresentanti della Croce Rossa e alle cure mediche.

Lo Stato di Israele continuerà a proteggere i suoi cittadini in conformità con il diritto internazionale, distinguendo tra i terroristi di Hamas e la popolazione civile, e farà tutto ciò che è in suo potere per rilasciare tutti gli ostaggi ed eliminare l’organizzazione terroristica di Hamas, un’organizzazione terroristica razzista e antisemita che prevede nella sua Carta costitutiva la distruzione dello Stato di Israele e l’assassinio degli ebrei”, conclude Haiat. Il governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) spera che possa “trionfare la giustizia” alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia, ha scritto su X il ministero degli Esteri palestinese. “L’obiettivo principale della strategia legale dello Stato palestinese è considerare responsabile Israele, potenza occupante, davanti a tutte le istituzioni internazionali di giustizia e tramite tutti gli strumenti legali”, ha aggiunto il dicastero palestinese, ringraziando il Sudafrica per il suo “passo coraggioso” che ha “mobilitato la comunità internazionale per fare chiarezza sul crimine di genocidio commesso da parte di Israele e le sue implicazioni legali”.

Il ministero ha quindi lamentato che “alcuni paesi e organizzazioni internazionali sono complici con i loro veti e la loro fornitura di tutti i tipi di armi e influenza politica legale a Israele”. Da parte sua, il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha confermato che “il popolo palestinese sta seguendo la sessione del tribunale dell’Aia con grande preoccupazione e interesse”. Abu Zuhri ha detto che Hamas ha esortato la corte a “respingere ogni pressione e prendere la decisione di criminalizzare l’occupazione israeliana e fermare l’aggressione a Gaza”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, da parte sua: “Noi combattiamo i terroristi e combattiamo le menzogne. Oggi abbiamo visto ancora una volta un ‘mondo invertito’ – lo Stato di Israele è accusato di genocidio mentre sta combattendo il genocidio”. Il primo ministro ha concluso: “Sappiamo dove sono, continueremo a combattere i terroristi, continueremo a respingere le menzogne, continueremo a mantenere il nostro diritto a difenderci e ad assicurare il nostro futuro, fino alla vittoria assoluta”.

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